Il duale: la formazione del bambino nel primo anno di vita

Lo sviluppo della mente individuale deriva da una relazione duale tra il bambino e la madre e porta alla creazione di due oggetti interni nella mente infantile nel corso dello sviluppo durante i primi anni di vita.

Alla nascita le sole funzioni corporee vengono attivate e nel giro di pochi mesi una prima modalità di funzionamento emerge, dove non vi è distinzione tra il soggetto e l’oggetto, una funzione altamente imitativa della mente delle funzioni corporee.
È solo con il processo di individuazione-separazione dalla madre intorno ai sei otto mesi che l’oggetto viene riconosciuto differente da Se’ ed iniziano a funzionare dei meccanismi più evoluti di introiezione e proiezione. Un primo oggetto interno inizia ad insediarsi nel Se’ infantile.
Prima di questo periodo le cure materne hanno permesso al Se’ di illudersi e di creare uno spazio interno distinto da quello sterno da una barriera dove il primo oggetto si insedia. Ma l’oggetto madre viene dal di dentro, la madre diventa prima estranea e poi esterna al bambino con la catastrofe della separazione.
Con lo sviluppo del linguaggio e del camminare, strettamente connessi al respirare, il bambino inizia a diventare più autonomo intorno al primo anno di vita.
Qui inizia a fare la comparsa sulla scena del padre che è il primo oggetto esterno. All’inizio egli è un duplicato della madre, e a questo periodo sono connessi i vissuti della scena primaria, dove i due oggetti sono sovrapposti.
Un oggetto che all’inizio si duplica per poi sdoppiarsi
Questo permette l’insediarsi nella mente del bambino del secondo oggetto e questo processo occupa tutto il secondo anno di vita.
Tra il secondo ed il terzo anno un’altra funzione viene rappresentata nella mente infantile, quella della riproduzione, del rapporto dei due oggetti che gli hanno dato vita. È solo in questo momento che inizia il Complesso di Edipo che nel giro di un anno si dissolverà per fare posto nella mente del bambino della ricerca di un oggetto esterno, ma tutto questo verrà congelato dal periodo di latenza ed è solo durante l’adolescenza che questa ricerca potrà avere inizio.
Come possiamo vedere ci sono due modalità di funzionamento della mente. Una di tipo aggressivo rivolta verso l’esterno ed una di tipo libidico rivolta all’interno. E’ solo con le cure materne che quella aggressiva diminuisce che permette alle cariche libidiche di essere investite fuori sull’oggetto.
Questo modello presuppone due tipi di interventi, uno di tipo interpretativo ed uno di tipo contenitivo durante il corso del trattamento.